Attenzione alla qualità dei grassi!

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Non tutti i grassi sono da condannare, anzi, è riconosciuto ormai l’effetto protettivo degli acidi grassi omega 3 nei confronti delle patologie cardiovascolari.

Un’attenzione particolare va posta nei confronti degli acidi grassi trans. Gli acidi grassi trans sono normalmente presenti in natura, sono contenuti nei prodotti lattiero-caseari e nelle carni dei ruminanti, ma possono anche originarsi in altri prodotti contenenti grassi nel corso di processi come l’idrogenazione o la cottura ad alte temperature (>220 °C), la frittura ad esempio.

Il loro consumo ha diverse implicazioni sulla salute, infatti aumentano il colesterolo LDL, facendo diminuire quello HDL, e aumentano il rischio cardiovascolare.

Da analisi chimiche fatte su prodotti italiani risulta che per quel che riguarda gli alimenti non processati quelli che hanno più acidi grassi trans sono fontina (7,1%), pecorino (6,7%) e agnello (6,5%), mentre per quel che riguarda i prodotti processati quelli che hanno ne hanno di più sono preparati per minestre (30,1%), patatine fritte surgelate (16,2%) e pandoro e panettone (circa 4%).

L’ Organizzazione Mondiale della Sanità stima che ogni anno un’assunzione eccessiva di TFA sia la causa di oltre 500.000 morti, con un aumento del rischio di malattie cardiache del 21% e del rischio di morte prematura del 28%.

 In Italia il livello di assunzione giornaliero di acidi grassi trans è di 1,6 g/die e la quota maggiore deriva dal consumo di latte e derivati (49,3%), oli e grassi (18,7%), prodotti da forno (15,5%) e carni (13,6%) .

E’ importante, quindi, ridurre il più possibile il loro consumo, in particolare per quanto riguarda la quota derivata dalle trasformazioni industriali!

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